Turismo

Contratti con ditte estere

Marco Garbani – 31. ottobre 2017

Se si vuole concludere un contratto con una ditta estera (o da fuori Cantone) occorre verificare se non vi siano delle cosiddette clausole-trabocchetto. Una di queste è senza dubbio quella del foro, dove nel contratto l’azienda riconosce il foro esclusivo presso la sede della controparte per qual­siasi pratica. Questo porta a delle conseguenze davvero molto onerose, poiché per qualsiasi problema occorre poi attivare una causa Oltralpe o all’estero, dovendo assumere magari un legale in loco. Ma ne vale la pena? No. E allora perché si firma? Perché non si ­legge o perché ci si lascia sopraffare da chi invita a firmare con mielose insignificanti frasi come («non si può fare», «è solo in teoria», «tanto non succede niente»): in tale caso la cosa migliore è farsi mettere per iscritto e subito tutte le modifiche promesse e che ­derogano alle cosiddette «clausole generali» che si consiglia di leggere attentamente. È un diritto chiedere di modificare le clausole ­generali. Perché quando il vetro è rotto, rimettere a posto i cocci può essere arduo. Molto arduo.