Ora si può lavorare per una legge moderna

– 11. novembre 2021
GastroTicino soddisfatta dopo il ritiro del messaggio sulla LEAR

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GastroTicino è soddisfatta per la decisione del Consiglio di Stato di ritirare il messaggio del 2018 sulla modifica della LEAR (Legge cantonale sugli esercizi alberghieri e della ristorazione). Una decisione che soddisfa uno dei settori più importanti per l’economia e l’occupazione del nostro Cantone, perché di fatto blocca l’iniziativa per la nuova legge di pochi articoli attualmente in Commissione; bozza che da sempre abbiamo giudicato superficiale, inadatta e pericolosa. GastroTicino è soddisfatta per la decisione del Consiglio di Stato di ritirare il messaggio del 2018 sulla modifica della LEAR (Legge cantonale sugli esercizi alberghieri e della ristorazione). Una decisione che soddisfa uno dei settori più importanti per l’economia e l’occupazione del nostro Cantone, perché di fatto blocca l’iniziativa per la nuova legge di pochi articoli attualmente in Commissione; bozza che da sempre abbiamo giudicato superficiale, inadatta e pericolosa. Il ritiro del messaggio LEAR, ormai vecchio di tre anni e che la pandemia ha reso anacronistico, suona anche come un riconoscimento all’imprenditorialità della categoria e al suo impegno a favore dell’ordine pubblico, della qualità, del turismo, delle tradizioni e della socialità. 

Coinvolgere non escludere 

GastroTicino plaude, quindi, alla decisione governativa di creare un Gruppo di lavoro ristretto che porti a elaborare «un’impalcatura legislativa adeguata alla realtà locale e al passo con i tempi», affiancata da un messaggio esplicativo. E questo attraverso una procedura legislativa che possa coinvolgere dal basso chi opera nel settore, ma anche l’autorità attualmente chiamata ad applicare la legge. Da sempre GastroTicino ha collaborato con il Governo e il Dipartimento Istituzioni, proprio perché è consapevole che una legge debba servire al settore ad essa sottoposto, ma anche a chi è chiamato a controllare (ristorazione e albergheria sono controllati da ben nove uffici/enti). In questo concordiamo con la riflessione del Governo: «… un minimo coinvolgimento anche degli operatori del settore e delle autorità locali sarebbe opportuno oltre che necessario, così da poter formulare una proposta sostenibile e condivisa dalla più ampia cerchia possibile di parti interessate e in particolar modo da chi poi si troverà a dover applicare concretamente le nuove disposizioni.»


La competenza di chi ha 117 anni di esperienza imprenditoriale nel settore

Il coinvolgimento, nel definire le nuove norme, dei rappresentanti delle 15mila persone che lavorano nel settore e conoscono bene le esigenze dei clienti, porterà frutti saporiti dal momento che GastroTicino vanta un’esperienza di 117 anni di attività a favore della categoria e del Cantone.


I pericoli per il Ticino della proposta in Commissione 

Ne riassumiamo alcuni:
• invasione da ogni dove di persone senza esperienza e senza attaccamento al territorio che tenterebbero la fortuna in Ticino, aprendo un locale dopo l’altro; 
• ordine pubblico, lotta alla criminalità e igiene: l’apertura di numerosi locali da parte di persone non del ramo e da avventurieri, porterebbe alla necessità di aumentare a dismisura i controlli da parte delle polizie, dei Comuni (vaste e impegnative le competenze che si vorrebbero loro addossare) e del Laboratorio cantonale;
• se chiunque fosse libero di aprire un bar o un ristorante senza un’adeguata formazione, ci sarebbe un aumento di fallimenti, creditori e dipendenti non pagati. 
• conseguenze negative sul turismo: interesse strategico a disporre di esercenti con adeguate conoscenze professionali che possano contribuire alla promozione della qualità;
• senza adeguata formazione ci saranno meno posti nelle aziende formatrici e meno qualità, con rischio di far sparire diverse professioni. 


Formazione: già oggi ampia libertà di scelta

GastroTicino contesta poi tutte le inesattezze propagandate da alcuni. Per esempio, il presunto interesse finanziario di GastroTicino: la scuola di GastroTicino mira alla qualità e non è obbligatoria. Dopo la revisione della LEAR nel 2011, ci si può iscrivere all’esame cantonale anche da privatisti; in diversi lo fanno e con discreto successo. 

Una revisione totale seria, che fa l’interesse del Ticino

GastroTicino concorda altresì con il Governo quando sostiene che l’attuale legge «non sia ottimale e debba essere rivista». Ma come afferma anche il Consiglio di Stato, così come impostata, la revisione oggi in Commissione «non è appropriata, a maggior ragione se si considerano le implicazioni e l’importanza del progetto».Sottolineando come GastroTicino non abbia mai preso posizione al bar o con clamore sui social, ma abbia sempre lavorato a stretto contatto con gli uffici competenti – coinvolgendo tutti gli attori del settore che sono decine di associazioni e migliaia di impiegati – riteniamo necessaria una revisione totale che possa tener conto anche delle nostre proposte per adeguare la normativa alla situazione attuale e futura del settore. Settore che, dopo la pandemia, ha imboccato una nuova strada per poter risolvere i propri problemi e reagire a favore dei clienti, del turismo e dell’economia in generale. Dopo quanto precede GastroTicino sottolinea come da tempo sia pronta a una modifica e a una revisione della legge in vigore. Ma tale revisione deve essere totale così da poter analizzare, discutere e aggiornare le norme in vigore, grazie a un profondo, serio, sinergico e competente lavoro di esperti.