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Avv. Marco Garbani

Tasse ridotte per chiusura prolungata

Le aziende (e pure i privati) ricevono annualmente le diverse tasse d’uso da pagare per il corretto esercizio o beneficio di determinate prestazioni.

Fra queste annoveriamo in particolare le tasse per le canalizzazioni, dell’acqua potabile, dei rifiuti, del suolo pubblico, ecc. Di regola si tratta di normative comunali. Ve ne sono però anche di cantonali (per esempio se il suolo pubblico è dello Stato oppure per la tassa sull’alcol sancita dalla LEAR). Sono tasse annuali. I regolamenti (e le ordinanze) permettono spesso il pagamento «pro rata temporis», ovvero tenendo conto dell’apertura della struttura (e quindi del godimento dei servizi) limitata ad una parte dell’anno. L’esempio più classico è quello delle aziende stagionali. Alcuni municipi si sono attivati di propria iniziativa. La maggior parte non ancora. Vale quindi la pena fare la richiesta in quei comuni «reticenti» o al cantone. Facciamo un esempio. Chi, a causa del COVID, è stato costretto a tenere chiuso fino al 30 aprile, potrà giocoforza aprire al massimo per gli 8 mesi rimanenti. Quindi, per correttezza, un buon terzo delle spese andrebbe condonato e ridotto. La domanda sommariamente motivata va fatta a chi emette la tassa. Tutti i comuni ormai hanno un sito internet con pubblicati i diversi regolamenti, altrimenti è sempre lecito rivolgersi direttamente alla cancelleria. L’ente pubblico dovrà poi emettere la propria decisione (scritta!), motivando un eventuale diniego. Vale quindi la pena bussare la porta di questi enti.