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Avv. Marco Garbani

Personale: cosa accade se non è vaccinato?

L’esercente non può obbligare il dipendente a vaccinarsi. Tranne per i cosiddetti casi medici, la scelta rientra nelle libertà personali del singolo.

Questa libertà del dipendente non può e non deve però limitare la libertà degli altri. Cioè: la responsabilità la si assume non solo nel campo dei diritti, ma anche in quello delle conseguenze. Vi è il problema dei locali promiscui. Ovvero i locali dove le persone possono levarsi la mascherina poiché tutti hanno il certificato. Ci sono tre punti delicati. • 1 – Se un dipendente non ha il certificato, tutti i clienti e colleghi di lavoro devono indossare la mascherina nei locali promiscui. Quindi la sedicente «libertà» di non vaccinarsi va a cozzare contro le limitazioni imposte alle altre persone. • 2 – Se il collaboratore non vaccinato si ammala, è più probabile che rimarrà assente più a lungo e che la malattia costerà di più. Costi che indirettamente si caricano sul maggior lavoro dei colleghi che devono operare le sostituzioni e dei costi assicurativi maggiorati all’azienda. • 3 – Non è certo una buona operazione di marketing obbligare le persone (clienti e colleghi) ad indossare le mascherine. Nemmeno aiuta l’ambiente lavorativo. L’assenza di un certificato ha quindi conseguenze sul normale andamento aziendale, colleghi compresi. L’esercente ha quindi tutte le ragioni per applicare la propria libertà contrattuale senza commettere nessun abuso. Potrà pretendere che un candidato da assumere sia in possesso di un certificato (o che stia per ottenerlo). Può anche licenziarlo se il contratto è di durata indeterminata: non esiste nessuna norma che impedisca di rescindere un contratto quando un dipendente diventa un ostacolo lavorativo, aziendale o interpersonale. Non può esservi però una disdetta nei casi di contratti di durata determinata, salvo che il contratto medesimo non dia la (esplicita) possibilità di farlo. La coerenza e la buona educazione impongono che chi si appella alla propria libertà rispetti quella degli altri. Per usare un bisticcio: per coerenza si rimanga coerenti. Questo, beninteso, non toglie la possibilità di arrivare a dei compromessi che possano andare bene ad entrambe le parti, colleghi di lavoro compresi.